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Il capitale sociale e l’attivismo comunitario possono essere rafforzati favorendo la consapevolezza delle opportunità offerte dall’associazionismo e dalle organizzazioni comunitarie e promuovendo processi di partecipazione dei cittadini nella creazione e gestione di iniziative collettive, capaci di rispondere ai bisogni della comunità e generare impatti positivi a lungo termine.

Il Casentino è caratterizzato da una forte identità territoriale e da un tessuto sociale ricco di associazioni, gruppi informali e realtà del Terzo Settore. Tuttavia, la dispersione della popolazione, la frammentazione delle iniziative e la difficoltà di accesso alle risorse rendono complessa l’attivazione di percorsi strutturati di partecipazione.

La premessa della Strategia è che le organizzazioni comunitarie sono espressione della società civile e sono preesistenti all’organizzazione politica. L’attivismo comunitario di qualsiasi tipo richiede che le forze della società si attivino. Una volta attivate, possono essere accompagnate da altri (da istituzioni pubbliche, ad esempio), ma occorre prima che si attivino. Questo non può avvenire dall’esterno, ad esempio, soltanto mediante la pura e semplice iniezione nel territorio di risorse economiche. Fondamentali nelle politiche a sostegno dell’attivismo comunitario sono, dunque, le iniziative di informazione, divulgazione e promozione culturale. I cittadini possono attivarsi, se vogliono, ma soprattutto se sono consapevoli che esistono strumenti, come le organizzazioni comunitarie, che possono soddisfare determinati loro bisogni. A livello di divulgazione, l’obiettivo non è creare competenze professionali ma ‘fare cultura’: far conoscere alcune esperienze positive, alcune modalità di auto-aiuto comunitario nell’affrontare i bisogni, condividere esperienze di bisogni di altre comunità che sono stati affrontati in modo collettivo. Conoscere anche i propri bisogni o, meglio, disporre di strumenti di auto-conoscenza per mettere a fuoco i bisogni di una comunità è un tema di fondamentale importanza per l’attivismo comunitario.

 

In tal senso, una buona pratica da segnalare è la Cooperativa di comunità “Viso a Viso” di Ostana (CN). L’esperienza di Ostana è diventata un modello di riferimento a livello nazionale. Oltre al recupero di un borgo in via di abbandono, le attività della cooperativa spaziano in vari ambiti, tra cui: (1) il welfare culturale e di comunità, incoraggiando iniziative che rafforzano il tessuto sociale e culturale locale, (2) l’accoglienza e il turismo sostenibile, gestendo strutture ricettive e promuovendo forme di turismo rispettose dell’ambiente e delle tradizioni locali, e (3) la promozione dei prodotti locali, sostenendo la produzione e la diffusione delle eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio. È interessante evidenziare come alcune iniziative di recupero siano state svolte da privati, individualmente, e altre dalla cooperativa. In tutti i casi, tuttavia, la cooperativa ha svolto comunque un ruolo di coordinamento e di organizzazione delle iniziative prettamente comunitarie (non individuali) come, ad esempio, l’organizzazione di eventi culturali in loco e la creazione di una scuola di formazione, entrambe rivolte soprattutto verso l’esterno. La cooperativa ha anche promosso eventi di dialogo, formazione e confronto tra diverse realtà impegnate nello sviluppo delle aree interne e montane, come il festival “Convers-Azioni”, dedicato ad imprese e cooperative di comunità e focalizzato sulla rigenerazione territoriale.

 

La Strategia potrebbe vedere come soggetto promotore l’Unione dei Comuni Montani del Casentino e come soggetti attuatori associazioni e organizzazioni comunitarie locali già esistenti, con la collaborazione di università, centri di ricerca e enti facilitatori di processi partecipativi comunitari.

Alla Strategia S4_T2.1 sono sottesi i Principi di rigenerazione REACT indicati in grassetto nell’elenco che segue:

P1. Conoscenza

P2. Recupero

P3. Salvaguardia

P4. Valorizzazione

P5. Governance

P6. Coesione sociale

P7. Dotazione di servizi

P8. Gestione.

 

Azioni relative alla Strategia S4_T2.1

 

A1_S4_T2.1  Rilevazione dei bisogni che possono trovare soddisfazione in modo comunitario

La presente Azione punta a rilevare i bisogni comunitari che potrebbero essere affrontati attraverso forme di collaborazione comunitaria. La rilevazione può avvenire con diverse modalità: da quelle classiche delle indagini di opinione agli strumenti partecipativi. La partecipazione in varie forme a processi di tipo comunitario può essere essenziale, specie in comunità piccole come quelle casentinesi, per l’orientamento dell’Azione, ma anche per la costituzione di un amalgama comunitario.

Per questo, l’Azione prevede di condurre indagini qualitative e quantitative, coinvolgendo cittadini, associazioni, imprese sociali ed enti locali, per identificare le esigenze più sentite e, in stretto rapporto alle specificità dei contesti di intervento, i settori in cui la cooperazione tra attori locali può generare soluzioni efficaci. Si potrà fare ricorso a strumenti come interviste, focus group e questionari per raccogliere dati e analizzare le dinamiche sociali esistenti. I risultati potranno essere restituiti alla comunità attraverso incontri pubblici e report condivisi, favorendo la progettazione condivisa di iniziative e la nascita di nuove reti di collaborazione.

Il risultato finale dell’Azione consiste in una mappa partecipata dei bisogni locali, utile per orientare le future iniziative di sviluppo territoriale.

A2_S4_T2.1  Sensibilizzazione e promozione di forme di organizzazione della comunità locale

Uno dei momenti critici dell’attivazione di una comunità è proprio la costituzione stessa della comunità come identità e soggetto. Nelle aree marginali soggette a spopolamento può accadere che il senso comunitario sia fortemente indebolito. È dunque essenziale, in primis, animare e rivitalizzare la comunità stessa. A tal fine, si possono impiegare strumenti di varia natura, ma un ruolo fondamentale è svolto dall’informazione e dalle attività culturali orientate specificamente ai temi delle organizzazioni e delle azioni comunitarie.

Questa Azione prevede la creazione di campagne informative e percorsi divulgativi per sensibilizzare cittadini e operatori del Terzo Settore sulle opportunità offerte dalle diverse forme di organizzazione della comunità locale riconosciute dalle normative vigenti (ad es., cooperative e imprese di comunità, imprese sociali, associazioni, ecc.). Attraverso materiali informativi, eventi pubblici, seminari e attività di comunicazione multicanale, si intende favorire una maggiore conoscenza degli strumenti a disposizione per la gestione condivisa di servizi e risorse locali.

Il risultato atteso è stimolare la partecipazione attiva e incentivare la nascita di nuove iniziative basate sulla collaborazione e sulla governance partecipata.

A3_S4_T2.1  Formazione a supporto dell’attivismo comunitario

In un’ottica di attivismo comunitario le competenze giocano un ruolo chiave. Mentre la precedente Azione A1_S4_T2.1 “Rilevazione dei bisogni che possono trovare soddisfazione in modo comunitario” è orientata a fornire informazione e a motivare i cittadini, questa Azione è preordinata a fornire competenze gestionali e tecniche specifiche alle attività che si vanno a intraprendere. Oltre alle competenze distintive inerenti al tipo di organizzazione che si intende costituire e alle attività che si intendono intraprendere, in una organizzazione comunitaria che svolge un’attività di impresa o assimilabile sono fondamentali anche le capacità di amministrazione e gestione nei vari campi che attengono alla vita dell’organizzazione.

L’Azione prevede l’organizzazione di percorsi formativi, preferibilmente in forma di workshop, dedicati a cittadini, associazioni e operatori locali per rafforzare le competenze necessarie su tematiche chiave come la leadership comunitaria, la gestione del volontariato, le tecniche di facilitazione e comunicazione, il fundraising, l’organizzazione di eventi e le pratiche di innovazione sociale, la progettazione condivisa e la gestione di progetti.

I workshop dovranno essere interattivi e basati su metodologie partecipative, favorendo lo scambio di esperienze e l’apprendimento pratico.

L’obiettivo di questa Azione è creare una comunità locale più consapevole e preparata a promuovere ed intraprendere iniziative collettive, aumentando così l’efficacia e la sostenibilità dell’attivismo comunitario nel Casentino. Si segnala l’opportunità di instaurare partnership con istituti di istruzione, in particolare università, che possiedono le competenze formative necessarie. A titolo di esempio, la gestione delle forme di organizzazione della comunità locale richiede competenze di base di economia aziendale ed economia generale d’impresa, nonché di diritto, campi specifici di formazione delle scuole universitarie di economia.

 

Il Centro Servizi Volontariato Toscana (Cesvot), ad esempio, organizza ogni anno corsi di formazione e seminari gratuiti per i volontari degli enti del terzo settore della Toscana. Le iniziative formative proposte affrontano diverse tematiche inerenti alla vita e alle attività delle organizzazioni del Terzo Settore, ed hanno lo scopo di qualificare i volontari o coloro che aspirino ad esserlo, promuovere una maggiore consapevolezza dell’identità e del ruolo del volontario, sviluppare e far emergere competenze trasversali, progettuali e organizzative rispetto ai bisogni della propria organizzazione e delle comunità di riferimento. L’attività, svolta in modalità virtuale e/o presenziale, è realizzata in collaborazione con enti del terzo settore, università, enti locali e altre istituzioni, e alla fine di ogni corso viene rilasciato un attestato di frequenza.

 

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Ultimo aggiornamento

22.07.2025

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