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Il disegno metodologico

Antonio Lauria, Giovanni Belletti, Giovanna Del Gobbo

 

Questa Sezione descrive obiettivi e struttura delle Linee guida per la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino e si articola in due sotto-sezioni. La prima espone gli obiettivi e l’articolazione dello strumento guida, basata su cinque livelli informativi. L’analisi del paesaggio culturale del Casentino si sviluppa attraverso quattro Aree Tematiche, preliminarmente individuate su base teorica e rappresentative di loro componenti tangibili e intangibili. Tenendo sullo sfondo i Principi generali di rigenerazione, queste Aree Tematiche sono state declinate in dieci Tematismi caratterizzanti il territorio, approfonditi mediante la metodologia dello studio di caso. Sulla base dei Tematismi individuati, modellati dalle evidenze emerse dall’analisi del contesto e dall’interazione con gli attori locali, sono state elaborate le Strategie di intervento e le relative Azioni. La seconda sotto-sezione illustra i principali nodi della rete di attività che fanno da sfondo e che hanno alimentato il percorso operativo della ricerca REACT, convergendo nella redazione delle Linee guida. Tale percorso si sviluppa in quattro fasi: (1) esplorazione del problema scientifico e attivazione della comunità locale, (2) analisi osservativo-descrittiva per approfondire la conoscenza del territorio, delle sue potenzialità e criticità, (3) interpretazione e validazione dei dati raccolti attraverso un confronto con la comunità e, infine, (4) proiezione strategica dei risultati, finalizzata all’elaborazione collaborativa dello strumento guida secondo un metodo ricorsivo.

 

La struttura delle Linee Guida REACT

 

Finalità e struttura

Le Linee guida per la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino sono pensate come un compendio nel quale le informazioni raccolte nella Fase di analisi della ricerca (WP1 e WP2; vedi Introduzione) sono distillate e finalizzate criticamente verso concrete ipotesi di sviluppo territoriale sostenibile.

In coerenza con l’impostazione culturale che guida e informa la ricerca, nelle Linee guida REACT la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino è assunta quale processo complesso alimentato dalle iniziative di persone, comunità e istituzioni sulla base delle risorse (umane, patrimoniali, economiche, informative, ecc.) disponibili e di quelle potenzialmente attivabili.

Le Linee guida REACT espongono in forma strutturata idee e proposte per la valorizzazione dei paesi, dei paesaggi e dei prodotti del Casentino nonché della cultura materiale e immateriale espressa dalle comunità locali attraverso le pratiche sociali. L’intento è contribuire all’attivazione di processi di sviluppo capaci di creare valore socioeconomico e utilità comuni per gli abitanti della Valle proteggendo/ rinnovando i valori culturali, comunitari e ambientali.

Gli obiettivi delle Linee guida si condensano nel motto della ricerca REACT: “Creare sviluppo sostenibile rigenerando risorse locali attraverso azioni comunitarie”. Per tutti coloro che hanno partecipato alla ricerca, questo motto non è stato soltanto un’espressione simbolica, ma un riferimento concreto che ha orientato le finalità da perseguire e le scelte metodologiche da adottare.

Le Linee guida REACT si basano su una visione interdisciplinare, alimentata dal dialogo tra i diversi saperi espressi dai membri del gruppo di ricerca. La varietà di competenze presenti, per quanto ampia, non consente di coprire l’intero spettro di conoscenze necessario a interpretare tutte le sfaccettature del paesaggio culturale di un territorio. Per questo motivo, le Linee guida non aspirano alla completezza né pretendono di esaurire le molteplici iniziative che potrebbero contribuire alla rigenerazione del paesaggio culturale casentinese. Si concentrano, piuttosto, su un insieme selezionato di proposte realistiche e significative, saldamente radicate nel territorio della Valle e nella storia della sua gente, relative ad ambiti su cui i membri del gruppo di ricerca hanno maturato esperienze di studio e ricerca.

Le Linee guida REACT si configurano, dunque, come uno strumento aperto e collaborativo, pensato per essere costantemente aggiornato e arricchito da nuovi sguardi disciplinari, elementi di conoscenza e proposte progettuali capaci di completare progressivamente e dinamicamente il quadro generale, anche in rapporto all’evoluzione del contesto.

La struttura delle Linee guida REACT si articola in cinque livelli informativi:

  1. Principi generali per la rigenerazione del paesaggio culturale
  2. Aree Tematiche
  3. Tematismi
  4. Strategie d’intervento
  5. Azioni.

I primi due livelli hanno un respiro generale, riferendosi ai processi di rigenerazione del paesaggio culturale delle aree interne, mentre gli altri riguardano specificamente il Casentino. Più in particolare, nelle Linee guida il terzo livello definisce lo scenario di riferimento, mentre il quarto e il quinto ne costituiscono la parte propositiva.

I paragrafi che seguono descrivono sinteticamente i cinque livelli informativi, mentre la figura 2.0.1 illustra la struttura logica e il flusso di contenuti che caratterizza e qualifica le Linee guida.

I principi generali

I Principi generali (livello informativo 1) derivano da una revisione critica degli obiettivi, generali e specifici, della ricerca REACT; in combinazione tra loro, ispirano iniziative di diversa natura.

Questi Principi (P) sono definiti nella Tabella 2.0.1 e hanno rappresentato un riferimento costante per l’individuazione e la costruzione delle proposte di rigenerazione.

 

Tab. 2.0.1 ‒ Principi generali per la rigenerazione del paesaggio culturale delle aree interne.

P1 CONOSCENZA Attiene al rafforzamento della consapevolezza degli abitanti del valore del paesaggio culturale quale risorsa ecosistemica per mettere in relazione il passato con il presente e produrre benessere per la comunità. Tale principio collega il sistema di educazione, istruzione e formazione a quello produttivo creando/recuperando competenze coerenti con la conservazione attiva e creativa del paesaggio culturale.
P2 RECUPERO Attiene alla riattivazione delle trame sociali, ecologiche, paesaggistiche e infrastrutturali del paesaggio culturale e al recupero delle risorse, tangibili e intangibili, degradate e/o trascurate ad esso connesse.
P3 SALVAGUARDIA Attiene alla protezione e, ove possibile, all’incremento della diversità culturale, biologica e paesaggistica e dell’agro-biodiversità, alla tutela e cura dei componenti del paesaggio culturale e alla loro difesa dalle minacce attuali e potenziali al fine di trasmetterne i valori alle generazioni future.
P4 VALORIZZAZIONE Attiene alla creazione di valore socioeconomico e culturale per la comunità attraverso iniziative basate sull’utilizzo sostenibile delle risorse disponibili quali il miglioramento della raggiungibilità, accessibilità e usabilità del patrimonio culturale tangibile, l’attivazione e il rafforzamento delle filiere produttive locali, la promozione del patrimonio culturale intangibile (pratiche sociali, tradizioni, riti, feste, espressioni orali, artistiche, ecc.), la creazione di sistemi culturali integrati, la promozione del turismo culturale, sportivo ed esperienziale, la promozione della mobilità lenta mediante la riqualificazione dei cammini e dei sentieri ancestrali, la promozione dell’arte pubblica alimentata da risorse locali (materiali e competenze).
P5 GOVERNANCE Attiene al miglioramento della conduzione e dell’impatto del processo di rigenerazione del paesaggio culturale attraverso l’armonizzazione e/o il perfezionamento degli strumenti di governance esistenti, che da una parte permettano una più stretta collaborazione tra enti, istituzioni, imprese, associazioni e altri attori locali del territorio a vario titolo interessati ai processi di rigenerazione (governance orizzontale) e dall’altra l’attivazione e il consolidamento di relazioni con i livelli territoriali extra locali (governance verticale), anche in funzione dell’intercettazione delle risorse volte all’implementazione di programmi e progetti di sviluppo sostenibile.
P6 COESIONE SOCIALE Attiene al rafforzamento delle reti sociali e dei processi partecipativi all’interno della comunità attraverso il supporto alle pratiche sociali e la promozione e il consolidamento delle forme associative, della cooperazione e dell’imprenditorialità sociale in base a principi di parità di genere, accoglienza, rispetto, valorizzazione delle differenze e contrasto alle discriminazioni.
P7 DOTAZIONE DI SERVIZI Attiene alla realizzazione di nuovi servizi comunitari o al miglioramento dei servizi comunitari esistenti al fine di migliorare la qualità della vita di abitanti e turisti, ad esempio, attraverso la ridefinizione dei servizi alla persona in una prospettiva di welfare culturale che integri l’ambito socio-sanitario, sociale e formativo; il miglioramento dell’accessibilità geografica mediante servizi di prossimità e di trasporto collettivo; il superamento del digital divide.
P8 GESTIONE Attiene alla gestione efficiente, sostenibile e consapevole dei componenti del paesaggio culturale, a mantenere nel tempo le prestazioni di luoghi, beni e servizi recuperati, a sperimentare forme innovative volte all’uso consapevole delle risorse ambientali e al risparmio energetico.

 

Le Aree Tematiche

Le Aree Tematiche (livello informativo 2) sono le espressioni omogenee di risorse territoriali, tangibili e intangibili, che REACT pone alla base della rigenerazione del paesaggio culturale delle aree interne.

Ogni Area Tematica (AT) REACT affronta, come accennato nell’Introduzione, un aspetto particolare del paesaggio culturale. Qui, per comodità di lettura, vengono richiamate:

  • AT1: Patrimonio agroalimentare e forestale e Artigianato locale
  • AT2: Tradizioni e pratiche sociali
  • AT3: Reti paesaggistiche e territoriali
  • AT4: Insediamenti, spazio pubblico ed edifici.

Coerentemente con questa impostazione, nelle Linee guida REACT le proposte di rigenerazione (Strategie di intervento e Azioni) sono strutturate in quattro Sezioni, ciascuna corrispondente ad un’Area Tematica REACT.

I Tematismi

I Tematismi (livello informativo 3) identificano ambiti omogenei relativi a elementi fisici o antropici rilevabili nel territorio casentinese. Queste risorse, riconosciute dal gruppo di ricerca REACT come rilevanti e significative per la rigenerazione del paesaggio culturale della Valle, sono state individuate a seguito di un impegnativo lavoro analisi interdisciplinare volto ad indagare le dinamiche sociali e produttive connesse al paesaggio culturale casentinese.

Grazie alle informazioni acquisite nella prima fase della ricerca, le diverse Unità Operative (UO) hanno condotto una prima ricognizione territoriale che ha portato all’identificazione di 29 Tematismi (7 dall’UO DISEI, 6 dall’UO FORLILPSI e 16 dall’UO DIDA) capaci di soddisfare i seguenti criteri di selezione: (a) coerenza con il tema quadro della ricerca: rigenerazione del paesaggio culturale, (b) significatività per il territorio in analisi, (c) competenze pregresse dei membri del gruppo di ricerca REACT.

Successivamente, i Tematismi proposti da ciascuna UO sono stati discussi collegialmente per mettere in luce relazioni e possibili aree di sovrapposizione. Mediante un lavoro congiunto basato su un quarto criterio di selezione (d, interdisciplinarità), i Tematismi sono stati riconfigurati e rimodulati. Per effetto di questa operazione è stato possibile passare da 29 a 17 Tematismi.

A questo punto, applicando il criterio “e” (pertinenza con le Aree Tematiche REACT) sono stati identificati i 10 Tematismi prioritari: due per le Aree Tematiche 1 e 3; tre per le Aree Tematiche 2 e 4. I Tematismi sono stati indagati mediante il metodo dello studio di caso. Il livello dell’indagine può definirsi descrittivo-esplorativo (Yin, 2005).

Mediante l’applicazione di ulteriori criteri di selezione (f. significatività per il Tematismo; g. disponibilità degli stakeholder; h. diffusione nel Casentino; i. criteri specifici inerenti al caso di studio) sono stati identificati complessivamente 33 casi di studio: otto per i due Tematismi dell’Area Tematica 1; dieci per i tre Tematismi dell’Area Tematica 2; sei per i tre Tematismi dell’Area Tematica 3; nove per i 2 Tematismi dell’Area Tematica 4. 

Ogni caso di studio individuato è stato prima sinteticamente descritto mediante un abstract strutturato e poi analizzato mediante la letteratura disponibile (scientifica, divulgativa e ‘grigia’) e sul campo (interviste, sopralluoghi, rilievi, osservazione dei modelli comportamentali, ecc.). Le informazioni raccolte sono state riversate in schede di analisi unificate. La procedura utilizzata per la selezione dei Tematismi è stata sintetizzata nella Fig. 2.0.2, mentre la Tabella 2.0.2 mostra i casi di studio prescelti in rapporto ai dieci Tematismi e alle quattro Aree Tematiche REACT.

Strategie e Azioni

Una Strategia di intervento (livello informativo 4) è un’espressione potenziale di sviluppo sostenibile che emerge dall’osservazione dei valori, delle vocazioni e delle criticità espressi dal territorio casentinese e dalle esigenze e aspettative manifestate dai suoi abitanti. Ogni Strategia sottende a specifici Principi di rigenerazione del paesaggio culturale [Tab. 2.0.1] e si esplica mediante Azioni appropriate.

Nelle Linee guida REACT la descrizione di ogni Strategia reca in filigrana la seguente struttura:

  1. Introduzione/Ambito di indagine. Qual è il tema trattato? Quali aspetti vengono approfonditi? Perché è rilevante per la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino?
  2. Stato dell’arte. Quali sono le principali criticità che rendono necessaria la Strategia? Quali sono le iniziative pregresse e in corso, le opportunità e progetti futuri connessi alla Strategia?
  3. Obiettivi. Quali sono gli intenti della Strategia? Che cosa si propone di raggiungere?
  4. Sfide e rischi. Quali ostacoli potrebbero emergere durante l’implementazione della Strategia? Quali rischi possono essere ipotizzati? In che modo possono essere mitigati?

Un’Azione (livello informativo 5) è un’iniziativa concreta e realistica del processo di rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino in rapporto al quadro dei vincoli e alle risorse disponibili/attivabili. Le Azioni hanno spesso una vocazione sperimentale e mirano a promuovere innovazione sociale stimolando l’auto-organizzazione degli attori locali. Le Azioni possono essere di due tipologie: (1) quelle consequenziali (ordinato elenco di interventi per attuare una Strategia in cui l’Azione che precede condiziona ma non è condizionata da quella che segue), e (2) quelle complementari (Azioni che contribuiscono congiuntamente all’implementazione della Strategia pur agendo indipendentemente l’una dall’altra). Hanno, inoltre, livelli diversi di definizione: alcune sono già ben delineate; altre si configurano come idee in nuce, da approfondire e sviluppare, e possono variare per ampiezza, risultando semplici o articolabili in sotto-azioni.

Le Linee guida REACT privilegiano Strategie e Azioni capaci di interessare i Tematismi di più Aree Tematiche sollecitando la cooperazione tra attori locali e valorizzando l’integrazione delle competenze e dei saperi espressi dai membri del gruppo di ricerca REACT.

Azioni complementari afferenti a diversi Tematismi possono talvolta presentare aree di sovrapposizione, riconducibili alla natura contingente delle esigenze territoriali e alla variabilità delle opportunità di finanziamento disponibili.

Per corroborare le proposte (principalmente le Azioni), dove utile sono richiamate buone pratiche attivate prevalentemente in aree marginali (incluso lo stesso Casentino), attingendo sia alle iniziative identificate nel Task T.1.3 della ricerca REACT (“Selezione e analisi critica di Buone Pratiche relative alla rigenerazione di aree interne italiane”) sia ad altre esperienze emerse come significative nel corso dell’attività di ricerca, sviluppate in Italia o all’estero. In linea generale, quando una Strategia si consegue mediante Azioni consequenziali, il riferimento alle buone pratiche è inserito nella descrizione della Strategia; quando, invece, una Strategia si consegue mediante Azioni complementari, allora il riferimento alle buone pratiche è inserito nella descrizione dell’Azione.

Alle diverse proposte sono associate figure (persone fisiche, enti, associazioni, ecc.) che potrebbero avere un ruolo nella loro ideazione, realizzazione e gestione: i soggetti promotori e i soggetti attuatori. Un soggetto promotore avvia la Strategia (o l’Azione), la assume e la implementa, si occupa della ricerca di finanziamenti e si impegna attivamente per coinvolgere le altre parti interessate. In alcuni casi, può essere anche il finanziatore dell’intervento. Il soggetto attuatore, invece, ha un ruolo operativo nella realizzazione della Strategia. Può essere coinvolto in una o più Azioni, con funzioni esecutive o gestionali. Non coincide necessariamente con i soggetti beneficiari, anche se può trarre vantaggi, diretti o indiretti, dall’implementazione della Strategia o dell’Azione.

Infine, un’ultima questione di metodo. Negli strumenti di pianificazione strategica, le diverse proposte d’intervento (Strategie e Azioni, nel nostro caso) sono solitamente gerarchizzate. Questo per due esigenze convergenti: (1) non tutte le proposte rivestono pari importanza per il raggiungimento degli obiettivi previsti, e (2) le risorse disponibili – umane, finanziarie, patrimoniali – sono in genere limitate rispetto al set completo di interventi ipotizzati in uno strumento guida. Resta aperto, però, un nodo cruciale: chi definisce le priorità e con quale metodo?

Nel caso delle Linee guida REACT, occorre osservare che non esiste nel territorio casentinese (come in altre aree interne) un solo soggetto istituzionale che possieda tutte le competenze necessarie per attivare le proposte in ambiti così diversi come quelli individuati. Al contrario, i potenziali soggetti promotori e attuatori delle Strategie e delle Azioni selezionate sono molteplici e animati da proprie specifiche priorità. Per questo, coerentemente con l’approccio partecipativo e collaborativo adottato lungo tutto l’iter della ricerca, pare opportuno affidare il compito di definire le priorità, ma anche di coordinare tra loro Strategie e Azioni, alla comunità casentinese e alle istituzioni rappresentative dei vari soggetti pubblici e privati, lasciando che l’eventuale ordine gerarchico delle proposte emerga ex post da un processo condiviso. Questo potrà avvenire attraverso sessioni di brainstorming facilitato e l’utilizzo di strumenti visuali di supporto decisionale speditivi, come, ad esempio, le matrici impatto/urgenza.

Tale scelta, a nostro avviso, valorizza l’intelligenza collettiva del territorio e conferisce legittimità sociale e operativa alle Strategie e Azioni proposte.

 La metodologia e il percorso operativo

La sfida di adottare un approccio integrato allo studio del paesaggio culturale si è concretizzata nella definizione di un rigoroso impianto metodologico.

La prospettiva, intrinsecamente interdisciplinare, si distingue per una forte componente collaborativa all’interno del gruppo di ricerca REACT e per un dialogo continuo con l’esterno, articolato in un processo circolare di ascolto, confronto e restituzione (Del Gobbo, Biagi & De Maria, 2025), articolato in quattro fasi:

  1. Fase di esplorazione e di attivazione preliminare della comunità locale
  2. Fase osservativo-descrittiva partecipata
  3. Fase di interpretazione e validazione partecipata
  4. Fase di proiezione strategica dei risultati.

Tale processo è stato scandito dalla realizzazione di una serie di prodotti intermedi che, fase dopo fase, hanno orientato l’evoluzione del lavoro sino alla redazione delle Linee guida per la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino. La ricerca, infatti, ha adottato un approccio metodologico flessibile e aperto, in grado di adattarsi alle esigenze emergenti dallo studio del contesto locale, di valorizzare l’uso combinato di una pluralità di metodi e strumenti nei diversi momenti della ricerca e di sviluppare parallelamente, ma in maniera integrata, processi di coinvolgimento e partecipazione della comunità locale.

A ciascuna fase sono dedicati i sub-paragrafi che seguono, nei quali sono sinteticamente descritti gli obiettivi, le metodologie adottate, le attività svolte e i risultati ottenuti.

La descrizione delle fasi intende anche evidenziare come la scelta metodologica abbia costantemente favorito la collaborazione, sia all’interno (collaborazione tra membri del gruppo di ricerca) sia verso l’esterno (collaborazione con la comunità), grazie a tre processi principali che sono chiaramente rintracciabili nelle diverse attività della ricerca REACT:

  • Co-situare la ricerca: creare convergenza su un problema comunemente ritenuto interessante e pertinente, perciò degno di essere indagato
  • Co-operare: raggiungere un accordo sulla metodologia e sui dati da raccogliere, perfezionando gradualmente il modo di interpretare e agire sul problema, raccogliere informazioni utili per successive messe a punto della metodologia stessa
  • Co-produrre il risultato: effettuare l’analisi dei dati e l’elaborazione della sintesi stabilendo un dialogo tra categorie interpretative differenti.

La Tabella 2.0.3 offre una visione di insieme delle fasi, delle attività e delle modalità di implementazione di quest’ultime nel percorso operativo sviluppato nel corso della ricerca REACT. 

Fase di esplorzione e di attivazione preliminare della comunità locale

Questa fase ha visto lo svolgimento in parallelo di due sotto-fasi complementari: la prima di tipo esplorativo-conoscitivo; la seconda finalizzata all’attivazione della comunità locale

La prima sotto-fase, che ha riguardato sia il territorio casentinese in tutte le sue dimensioni sia il contesto generale delle aree interne italiane, ha visto da una parte la costruzione di un quadro conoscitivo iniziale del Casentino con la predisposizione di un database delle principali fonti informative e una mappatura degli attori e delle iniziative di rigenerazione in atto o passate, e dall’altra l’identificazione e lo studio di buone pratiche di rigenerazione del paesaggio culturale attraverso una selezione di casi a livello nazionale riferiti alle quattro Aree Tematiche REACT.

Per quanto riguarda il contesto casentinese, è stata condotta un’indagine di fondo di tipo documentale, sviluppata fin dall’inizio in un’ottica interdisciplinare, con l’obiettivo di costruire un quadro conoscitivo inerente al paesaggio culturale della Valle, con particolare attenzione ai beni culturali, ai sistemi naturali, al patrimonio locale, alle dinamiche ecologiche e paesaggistiche, alle caratteristiche demografiche e sociali della popolazione, all’accessibilità ai luoghi e ai servizi, al sistema economico locale, alla governance degli insediamenti e alle politiche in atto. Tale mappatura ragionata delle principali fonti informative e documentarie del territorio casentinese ha permesso di individuare un primo nucleo di fonti bibliografiche, di sviluppare una matrice di classificazione e definire un format di inserimento per l’archiviazione dei documenti. Il risultato è un database bibliografico-relazionale costantemente aggiornabile e in grado di rispondere alle esigenze di ricerca attraverso un sistema di catalogazione completo e organizzato secondo i requisiti delle pubblicazioni scientifiche e corredato con una serie di informazioni aggiuntive correlate alle finalità della ricerca REACT.

L’individuazione di un primo nucleo di letteratura scientifica e divulgativa di base per la conoscenza del territorio, così come il reperimento di documentazione ‘grigia’, sono serviti, inoltre, ad offrire una prima, anche se non esaustiva, panoramica degli strumenti di programmazione per lo sviluppo del Casentino. Fin dall’avvio della ricerca, l’analisi documentale dei principali documenti di policy connessi allo sviluppo territoriale ha fornito informazioni essenziali per la progettazione della ricerca e per l’individuazione dei focus e dei contenuti da approfondire. Nei diversi momenti della ricerca, l’analisi della letteratura ‘grigia’, dei documenti di natura pattizia e di governance – oltre all’esplorazione dei portali istituzionali – ha reso possibile l’accesso a dati qualitativi e quantitativi preziosi, riducendo i tempi e le difficoltà legate alla produzione autonoma dei dati. In tal senso, in tutte le fasi della ricerca, la sistematica raccolta e interpretazione dei dati nell’ambito dell’analisi desk ha rappresentato sempre un pilastro fondamentale, anche in chiave di validazione dei risultati.

Per quanto riguarda, invece, il contesto extra-casentinese, nella fase esplorativa della ricerca si è proceduto all’identificazione, selezione, analisi critica e valutazione di buone pratiche di rigenerazione del paesaggio culturale attuate in altre aree interne italiane. Attraverso una metodologia originale basata su specifici criteri di selezione congruenti con il tema quadro e pertinenti con gli obiettivi REACT, si è giunti, grazie ad un’attenta analisi documentale, alla selezione delle quattro buone pratiche ritenute più interessanti ai fini della ricerca, ciascuna riferita ad una delle quattro Aree Tematiche REACT. Le quattro esperienze selezionate sono state studiate approfonditamente avvalendosi anche di indagini sul campo e interviste, al fine di capire gli elementi del paesaggio culturale interessati, le strategie progettuali messe in atto, le dinamiche di governance, i meccanismi di partecipazione comunitaria e gli impatti avuti sul territorio. L’analisi ha permesso di evidenziare criticità e punti di forza, offrendo lezioni utili per le fasi successive della ricerca e delineando trame potenzialmente replicabili nel contesto casentinese (Lauria et al., 2025).

Nell’ambito di questa sotto-fase sono state individuate le aree di potenziale impatto delle iniziative di rigenerazione del paesaggio culturale, da analizzare in relazione alle dimensioni di sostenibilità economica, ambientale, sociale, culturale e istituzionale. I risultati di tale attività sono contenuti in una guida per la valutazione degli effetti delle iniziative di recupero e valorizzazione, che propone un approccio strutturato di tipo partecipativo basato anche sulla produzione di mappe concettuali che illustrano le possibili ricadute territoriali degli interventi proposti (Belletti et al., 2025).

Nella seconda sotto-fase sono state realizzate numerose iniziative finalizzate all’attivazione preliminare della comunità locale, prima di tutto informando dell’avvio e degli obiettivi della ricerca le istituzioni locali (Unione dei Comuni Montani del Casentino, amministrazioni locali), il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Gruppo di Azione Locale “Appennino Aretino” e altri organi impegnati nello sviluppo territoriale, nonché gli abitanti della Valle, in forma individuale (cittadini e imprese) e collettiva (associazioni e soggetti del Terzo Settore).

Tra le diverse realtà presenti sul territorio casentinese si è privilegiato il rapporto con l’Unione dei Comuni, che raggruppa tutti i Comuni della Valle ad eccezione di Bibbiena e Pratovecchio-Stia e collabora attivamente da anni con l’Università di Firenze.

Facendo seguito a numerosi contatti e a tre incontri di una delegazione del gruppo di ricerca REACT in Casentino, il 2 maggio 2023 è stato stipulato un Protocollo d’intesa tra i dipartimenti UNIFI partner della ricerca REACT e l’Unione dei Comuni. Il Protocollo ha impegnato le due parti nel perseguimento degli obiettivi della ricerca REACT, nella creazione di occasioni di confronto e aggiornamento reciproco sulle diverse fasi della ricerca e di co-progettazione, nel coinvolgimento della comunità e di altri Soggetti locali, nella partecipazione con proprio personale alle iniziative di riflessione, progettazione e pubblicazione dei risultati, nella disseminazione dei risultati delle azioni intraprese. [Fig. 2.0.3]

Fase osservativo-descrittiva partecipata

La fase di ricerca osservativo-descrittiva partecipata ha consentito da un lato di approfondire lo studio del territorio e dall’altro di consolidare il dialogo e la collaborazione con le amministrazioni e le istituzioni locali, già avviate nella precedente fase della ricerca.

Come indicato nel paragrafo 2.0.1, in questa fase il territorio è stato indagato tramite l’individuazione, all’interno di ogni Area Tematica REACT, di una serie di Tematismi. Seguendo la procedura sintetizzata nella Figura 2.0.1, sono stati selezionati complessivamente dieci Tematismi, esaminati mediante l’analisi interdisciplinare di 33 casi di studio rappresentativi della realtà casentinese.

Dalla seconda metà del 2023 fino alla primavera 2024 il gruppo di ricerca REACT ha esplorato questi casi di studio, attraverso una descrizione puntuale resa possibile da schede di analisi unificate. I casi studio sono stati analizzati mediante tecniche desk e indagine sul campo. I dati raccolti nelle schede, sistematizzati attraverso l’utilizzo di una matrice di analisi di tipo SWOT, hanno consentito di approfondire la conoscenza del territorio, delle iniziative in atto e degli attori coinvolti, mettendo in luce fattori esterni (opportunità e minacce) e interni (punti di forza e punti di debolezza) che sottendono le iniziative di rigenerazione studiate. [Tab. 2.0.4]

In questa fase si è anche proceduto alla mappatura degli attori locali portatori di interesse rispetto alle varie componenti del paesaggio culturale: soggetti istituzionali, organizzazioni collettive e comunitarie, ma anche imprese e singole persone che svolgono un ruolo chiave all’interno delle dinamiche del territorio. A questo fine è stata predisposta una metodologia di individuazione e una relativa scheda di rilevazione, che è stata utilizzata per identificare e caratterizzare le figure chiave.

Un obiettivo importante è stato catalizzare l’attenzione e le energie di studenti di percorsi magistrali e di terzo livello favorendo una connessione tra loro e la comunità locale intorno al paesaggio culturale del Casentino. A tal fine, tra giugno e novembre 2023, è stato organizzato un Seminario Tematico interdisciplinare che ha coinvolto diciotto studenti, tra laureandi magistrali, dottorandi e allievi di master, provenienti dai quattro dipartimenti dell’Università di Firenze impegnati nella ricerca REACT. La parte delle attività svolte in Casentino ha previsto una pluralità di iniziative (sopralluoghi, visite guidate, escursioni, seminari, interviste, ecc.). Affiancati dai membri del gruppo di ricerca REACT, gli studenti hanno approfondito le tematiche affrontate, confrontandosi tra loro, sulla base delle rispettive competenze e sensibilità, e dialogando con numerosi attori locali, tra cui imprenditori ed esponenti del mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore.

Al termine dell’analisi, sono stati individuati tre argomenti considerati prioritari dalla comunità che hanno prodotto altrettanti studi di fattibilità. Queste elaborazioni sono state presentate agli abitanti di Raggiolo il 27 ottobre 2023. L’incontro ha stimolato una riflessione collettiva, preparando il terreno per i successivi sviluppi della ricerca. Il Seminario Tematico interdisciplinare ha permesso agli studenti universitari coinvolti di approfondire, insieme alla comunità locale, il concetto di paesaggio culturale, inteso come sintesi di valori e risorse materiali e immateriali. Inoltre, ha favorito la discussione sulle potenzialità di valorizzazione degli elementi del patrimonio, con particolare attenzione alla cultura forestale e alle opportunità di sviluppo turistico (Romano, 2025).

Contemporaneamente si è rafforzata e consolidata la collaborazione con gli attori istituzionali, già formalizzata attraverso il Protocollo d’intesa con l’Unione dei Comuni, grazie alla costituzione del Gruppo di coordinamento territoriale, composto da due sindaci (Bibbiena e Pratovecchio-Stia), un assessore dell’Unione dei Comuni, due funzionari e un membro del gruppo di ricerca REACT. Questa ‘cabina di regia’ locale ha svolto un ruolo utile nella mappatura degli stakeholder e nella creazione di condizioni favorevoli alla ricerca, facilitando contatti e relazioni, oltre a prefigurare una componente locale attiva nella governance del progetto. Il Gruppo di coordinamento territoriale ha accompagnato le attività di REACT collaborando attivamente per favorire il coinvolgimento e la partecipazione della comunità casentinese ai focus group e al world cafè “REACTiva Casentino“ che hanno caratterizzato le successive fasi della ricerca.

Gli output di questa fase, che hanno alimentato il lavoro successivo, comprendono una descrizione analitica del territorio raccolta in un apposito documento, la mappa degli stakeholder e il rafforzamento delle relazioni con le istituzioni locali.

Fase di interpretazione e validazione partecipata

Nella terza fase della ricerca i dati raccolti sono stati analizzati, organizzati e successivamente validati grazie ad un confronto costante con la comunità locale. Questo lavoro, che ha trasformato la ricchezza di informazioni raccolte sul campo in conoscenze utili a individuare prospettive di rigenerazione del paesaggio culturale casentinese, si è svolto attraverso due sotto-fasi: la prima, interna al gruppo dei ricercatori REACT, volta a leggere, interpretare e consolidare in chiave strategica i risultati delle fasi precedenti; la seconda finalizzata al confronto con e tra gli attori del territorio. Per facilitare questi processi sono state coinvolte due organizzazioni: il Laboratorio ARCO, un centro universitario che offre servizi di ricerca, consulenza qualificata e formazione, e lo Spin-Off MoCa Future Designers, un’impresa sociale con esperienza in processi di partecipazione e attivazione delle comunità. Le due organizzazioni hanno collaborato con il gruppo di ricerca REACT per l’individuazione e la gestione congiunta delle iniziative di confronto interno e esterno. Le scelte metodologiche hanno consentito agli eventi partecipativi svolti in Casentino di rappresentare per gli abitanti della Valle un’opportunità per confrontarsi su questioni rilevanti per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Nella prima sotto-fase si è operata un’analisi critica, integrata e complementare, dal punto di vista delle diverse discipline coinvolte nella ricerca, della pluralità dei dati raccolti attraverso l’analisi dei 33 casi di studio. L’analisi interdisciplinare, cruciale per la coerenza metodologica della ricerca, ha consentito di costruire una visione d’insieme, attraverso un’operazione di integrazione, rielaborazione e revisione critica delle informazioni acquisite. A questo scopo è stata utilizzata la metodologia dell’Open Space Technology (Bates Evoy, 2016; Van Woezik et al., 2019), finalizzata a consentire il confronto orizzontale, la partecipazione attiva e la convergenza verso idee e risultati condivisi all’interno di un gruppo di soggetti. Nel caso specifico della ricerca REACT, questa metodologia è stata applicata in due giornate di lavoro, svolte a Firenze il 17 e il 24 di maggio 2024, che hanno coinvolto l’intero gruppo di ricerca. In particolare, la prima giornata è stata dedicata al passaggio dai casi di studio ai Tematismi e la seconda giornata al passaggio dai Tematismi alle Aree Tematiche, così da identificare aspetti da approfondire e validare, nella sotto-fase successiva, con la comunità locale. Obiettivo di questo particolare momento di ricerca collaborativa è stata un’analisi SWOT “strategico-ricognitiva” (inclusiva di fattori e iniziative in atto) per ogni Tematismo, validata collettivamente da tutti i ricercatori coinvolti. L’approccio della tradizionale matrice SWOT è stato adattato in una matrice denominata “OTSW”, che ha ribaltato la sequenza di analisi per meglio rispondere alle esigenze del progetto e offrire una lettura integrata e dinamica dei casi di studio, tenendo conto sia dei fattori endogeni che esogeni. In particolare, nell’identificazione delle Opportunità (O) e delle Minacce (T) sono stati considerati fattori esogeni legati al contesto esterno e non direttamente influenzabili dagli attori locali, come i cambiamenti nelle politiche pubbliche, le tendenze di mercato, i cambiamenti climatici. I Punti di forza (S) e Punti di debolezza (W) sono stati identificati come fattori endogeni, intrinseci al caso di studio, derivanti dalle caratteristiche specifiche del territorio, dalle competenze locali e dalle risorse disponibili. In una prospettiva strategica, la riorganizzazione delle categorie di una tradizionale analisi SWOT ha permesso di definire prima il contesto e le sfide esterne, per poi valutare in che modo i fattori interni potessero essere utilizzati per cogliere le opportunità o mitigare le minacce. Questa sotto-fase si è conclusa con una meta-analisi trasversale finalizzata a far emergere le relazioni tra i Tematismi delle quattro Aree Tematiche REACT. [Fig. 2.0.4]

Nella seconda sotto-fase i risultati di questa meta-analisi sono stati discussi in tre incontri tenuti il 7, l’8 e il 9 giugno 2024 a Poppi, presso la sede dell’Unione dei Comuni, mediante lo svolgimento di quattro focus group (uno per Area Tematica) che hanno coinvolto 32 abitanti della Valle, selezionati dal gruppo di ricerca tra rappresentanti di istituzioni, imprese, associazioni e professionisti locali. La metodologia adottata ha permesso di utilizzare i focus group come strumento di:

  • Ampliamento degli stakeholder attivamente coinvolti nella ricerca
  • Rilevazione e valorizzazione della conoscenza degli esperti del territorio
  • Restituzione dei risultati in itinere a coloro che avevano partecipato nella fase osservativodescrittiva (ad es., per mezzo di interviste e colloqui), offrendo un feedback trasparente sui risultati preliminari - Rilevazione della percezione e del punto di vista dei partecipanti come contributo per l’avanzamento del progetto
  • Individuazione di problematiche e opportunità che caratterizzano i Tematismi che non erano emerse dallo studio dei casi. I focus group hanno rappresentato un’importante occasione di confronto, permettendo di condividere una visione del progetto come incubatore di idee. Il dialogo con gli attori locali ha permesso di valutare concretamente la fattibilità e l’effettiva utilità delle ipotesi di lavoro individuate fino a quel momento.

Grazie a questo doppio passaggio di approfondimento cognitivo – prima interno al gruppo di ricerca e poi esteso alla comunità – la fase di interpretazione e validazione ha permesso di definire gli aspetti rilevanti di ogni Area Tematica, tenendo conto delle emergenze territoriali emerse. Inoltre, ha preparato una cornice strategica condivisa, propedeutica all’ultima fase di proiezione strategica e alla stesura delle Linee guida.

Fase di proiezione strategica dei risultati

La quarta e ultima fase della ricerca ha consentito la proiezione strategica dei risultati ai fini della formulazione delle Linee guida. Ciascuna delle quattro Aree Tematiche REACT è stata affidata a un gruppo di lavoro composto da un numero di ricercatori variabile tra otto e quindici. I gruppi di lavoro hanno provveduto all’elaborazione di una prima stesura delle Strategie di intervento e delle relative Azioni per ciascuno dei dieci Tematismi identificati, tenendo conto delle sollecitazioni emerse nelle fasi collaborative precedenti e mantenendo un costante contatto con attori territoriali particolarmente significativi per ciascun Tematismo. Per affinare, integrare e migliorare la prima bozza delle Linee guida, i ricercatori hanno organizzato due momenti di interazione con gli attori locali. Il primo di questi è stato il world café “REACTiva Casentino”, tenuto a Poppi presso la sede dell’Unione dei Comuni il 28 giugno 2024. Il world café prevede un processo di conversazione strutturato intorno a tavoli di lavoro informali per la condivisione di punti di vista e conoscenze tra gruppi di persone mediante un meccanismo iterativo di rotazione. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di circa 60 persone intorno a cinque tavoli di lavoro: Patrimonio agroalimentare, Risorse forestali (riferiti entrambi all’Area Tematica 1 della ricerca REACT), Tradizioni e Pratiche sociali, Reti paesaggistiche e territoriali, e Insediamenti, spazio pubblico ed edifici. L’obiettivo specifico era acquisire, da parte dei partecipanti, idee, pareri e speranze circa i processi di rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino.

La discussione si è sviluppata a partire dalle seguenti domande chiave:

  1. Quali sono le priorità per valorizzare/rigenerare il paesaggio culturale del Casentino?
  2. Quali azioni concrete si potrebbero avviare per mettere in atto le priorità indicate?

Il formato interattivo del world café ha facilitato il dialogo creativo e la collaborazione tra i partecipanti, promuovendo una riflessione collettiva sulle possibili strategie di valorizzazione del territorio consentendo di: stimolare discussioni aperte, esplorare potenziali soluzioni innovative, esplicitare condizioni per la definizione di iniziative concrete da attuare a livello locale, favorire la partecipazione attiva e la co-costruzione di significati, rilevare la percezione e l’interpretazione di alcuni risultati della fase di ricerca empirica per una loro ri-significazione partecipata, favorire la fidelizzazione e aumentare l’engagement di alcuni attori locali chiave, accrescere la visibilità del progetto per favorirne la conoscenza a livello territoriale.

Dal world café sono emersi molteplici spunti concreti, che il gruppo di ricerca ha rielaborato per rivedere e affinare l’iniziale stesura delle Linee guida. Questo lavoro ha condotto, alla fine del mese di novembre del 2024, alla stesura della seconda versione delle Linee guida REACT.

Il secondo momento di interazione con gli attori locali, fondamentale per consolidare il rapporto con la comunità locale e sottoporre a verifica la qualità del lavoro svolto, è stato dedicato alla presentazione della seconda versione delle Linee guida nell’ambito di un processo partecipativo ampio, aperto all’intera popolazione della Valle e non solo agli esperti e agli attori locali più direttamente interessati.

Al centro di questo momento di lavoro è stata la “Piazza delle Strategie”, un evento partecipativo svoltosi il 6 e 7 dicembre 2024, a Poppi, presso la sede dell’Unione dei Comuni. L’incontro è stato pensato come una vera “piazza”: uno spazio allestito che ha consentito la restituzione e la condivisione delle proposte individuate dal gruppo di ricerca REACT a tutta la popolazione. La “Piazza delle strategie”, intesa proprio come uno spazio pubblico dove incontrarsi e dialogare sul futuro del Casentino in modo informale di fronte ai pannelli espositivi delle 36 Strategie individuate, è rimasta aperta al pubblico per una settimana. Sono stati predisposti poster tematici con codici QR, collegati a una piattaforma digitale aperta per approfondire i contenuti. I partecipanti hanno avuto la possibilità di soffermarsi, leggere e commentare i materiali esposti, mentre i ricercatori REACT, presenti ai tavoli di discussione, facilitavano il dialogo e lo scambio di idee.

Per facilitare la partecipazione degli abitanti della Valle, alla piazza fisica è stata affiancata una piazza virtuale. La piattaforma digitale ha consentito anche a coloro che non hanno potuto partecipare in presenza alla “Piazza delle Strategie” di lasciare osservazioni e commenti. In due giorni si sono direttamente confrontate oltre quaranta persone tra amministratori, rappresentanti di associazioni culturali, imprese locali, scuole e semplici cittadini. La pluralità di supporti e scelte comunicative (confronto in presenza, poster interattivi e consultazione digitale) ha garantito trasparenza, favorendo l’accesso e la condivisione oltre alla possibilità di raccogliere feedback immediati e differiti. Tutti i commenti sono stati preziosi e sono stati organizzati, discussi e integrati nel lavoro di redazione condiviso che ha portato alla realizzazione del documento finale.

Il world café “REACTiva Casentino” e la “Piazza delle Strategie” hanno consentito di condividere una visione del progetto in termini di incubatore d’idee e di testare la realizzabilità e il grado di efficacia delle proposte sviluppate nel corso della ricerca.

I risultati prodotti da queste iniziative hanno alimentato la terza e definitiva stesura delle Linee di indirizzo per la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino, completata alla fine del mese di marzo del 2025.

Questo lavoro è stato condiviso e discusso con la comunità locale nell’ambito della Giornata di Studio “Casentino, Toscana diffusa. Le Linee Guida per la rigenerazione del paesaggio culturale del Casentino: una proposta della ricerca REACT” (Poppi, 12 aprile, 2025).

Il percorso operativo collaborativo, brevemente ricostruito in questo paragrafo, restituisce solo in parte la complessità di una ricerca basata su un dialogo continuo con gli attori locali e sulla centralità della componente umana, elemento distintivo di REACT.

Ultimo aggiornamento

31.10.2025

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